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Wednesday, 9 December 2009

I Paesi invia di sviluppo si oppongono alla bozza danese


Sono state dure le contestazioni di questa mattina dei rappresentanti dei paesi in via di sviluppo (PVS) che hanno contestato la bozza di un nuovo accordo circolata ieri sera ed attribuita a fonti danesi. Secondo questa sarebbe necessario spostare le responsabilità del trattato dall'ONU ai Paesi ricchi ed affidare loro la strategia d'interento. Tale sopraffazione non ha, ovviamente, trovato d'accordo i PVS che hanno duramente contestato la bozza, rea "di scavalcare ancora una volta Paesi che già hanno subito i soprusi dell'Occidente".
Intanto si fanno più acuti i contrasti tra i paesi del blocco del G77 più Cina e le delegazioni "dei ricchi", come le definiscono. E' la delegata rappresentante del blocco dei PSV, Bernarditas de Muller (nella foto), ad attaccare agguerrita i più ricchi accusandoli di voler far ricadere sugli stati già defraudati nei secoli scorsi, identici costi che dovranno sostenere i predoni, dimenticando quanto gli stati poveri abbiano subito in passato e quali maggiori pericoli corrono per i mutamenti del clima. Ma parte della giusta opposizione del G77 è dovuta alla posizione della Cina che, continuando ad associarsi ai PVS pur non essendolo ormai da anni, vorrebbe far passare la posizione dei più poveri per poter figurare anche lei all'interno di "chi non deve ridurre perchè storicamente danneggiata". Tale posizione apre seri contrasti e giustifica probabilmente l'annullamento della conferenza stampa di ieri.
Per tentare di calmare gli animi, è trapelata la notizia che domani e dopodomani l'UE potrebbe approvare un provvedimento per destinare ai PVS 2 miliardi di euro per due anni (2010-2012) per le strategie di adattamento. Un tentativo, forse, di ripristinare la serenità in un vertiche che è già ai ferri corti. Purtroppo anche tra gli stati europei c'è chi (Italia, Polonia e blocco dell'Est) non vuole sentire parlare di contributi concreti. Si attendono sviluppi.

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