
Sono state durissime le opposizioni al testo danese circolato la scorsa sera, da parte del gruppo dei paesi emergenti ed in via di sviluppo G77/China che in una conferenza stampa di questo pomeriggio hanno aspramente attaccato il documento, definendolo "estremamente disastroso per i paesi in via di sviluppo; una palese violazione dei principi di trasparenza" e ribadito come sia solo l'UNFCCC "l'unica entità autorizzata a discutere sulle questioni che riguardano il clima e le decisioni della convention". Il rappresentante dei G77,Lumamba (nella foto, a sinistra) ha sottolineato come "il documento provenga dal tavolo del primo ministro danese e non da quello del Presidente della COP. L'intento - ha continuato - è quello di negare la responsabilità storica dei paesi industrializzati ed infrangere il principio delle comuni ma differenziate responsabilità".
Rispondendo ad alcune domande poste dai giornalisti presenti, Lumumba ha dichiarato che "la fine del multilateralismo in sede negoziale può essere vista come l'ambizione e gli interessi del primo ministro danese che vuole a tutti i costi un successo del negoziato per il suo prestigio politico". "Ma la negoziazione non deve fermarsi - ha concluso - Discuteremo sino all'ultimo secondo del summit perchè si possa raggiungere un accordo equo. I due gradi di innalzamento delle temperature, considerati un ragionevole aumento dai paesi sviluppati, sarebbero già disastrosi per l'Africa. Non ci sono dati scientifici che questo limite sia quello di sicurezza. Questo è solo un limite di costi-benefici".
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