computer, una sciarpa o un bel libro. Siamo un po' tutti (forse) dispiaciuti dell'esito del vertice di Copenaghen, che invece di portare un lieto regalo sotto l'albero del mondo ci ha consegnato il solito pacco! Siamo tutti (forse) affranti dalla notizia della morte dei nove capodogli spiggiati sulla costa del gargano nei giorni scorsi. Talmente affranti da aver letto con apprensione delle sorti dei cetacei, esserci avvicinati per vederli morenti, aver inviato e-mail con la notizia ad amici e parenti, esserci informati sul perchè. Talmente preoccupati, però, da non accorgerci che la causa della morte di questi giganti che ancora, coraggiosamente, continuano a vivevere nel nostro Mediterraneo-pattumiera, sono è la nostra stessa ipocrisia. Quella che ci porta a dispiacerci di loro e che, allo stesso tempo, ci fa comprare oggetti (ed a Natale c'è l'apoteosi) confezionati in sacchetti di plastica, trasportati in buste di plastica e smaltiti a casaccio, al mare, in discarica, per strada. La causa di morte di quei capodogli, che come un messaggio del Canto di Natale dickensoniano, ci ricordano il vero senso delle azioni che per tutto il resto dell'anno compiamo, è stata la massiccia ingestione di plastica e rifiuti. A questo si è aggiunto il disorientamento a causa di quell'incredibile via vai di merci e di beni su nave (ma non sono da meno gli altri mezzi di trasporto, in quanto a danni) i cui radar spesso fanno sbagliar rotta a queste splendide creature.Tuesday, 22 December 2009
I capodogli spiaggiati del gargano vittime della nostra ipocrisia
computer, una sciarpa o un bel libro. Siamo un po' tutti (forse) dispiaciuti dell'esito del vertice di Copenaghen, che invece di portare un lieto regalo sotto l'albero del mondo ci ha consegnato il solito pacco! Siamo tutti (forse) affranti dalla notizia della morte dei nove capodogli spiggiati sulla costa del gargano nei giorni scorsi. Talmente affranti da aver letto con apprensione delle sorti dei cetacei, esserci avvicinati per vederli morenti, aver inviato e-mail con la notizia ad amici e parenti, esserci informati sul perchè. Talmente preoccupati, però, da non accorgerci che la causa della morte di questi giganti che ancora, coraggiosamente, continuano a vivevere nel nostro Mediterraneo-pattumiera, sono è la nostra stessa ipocrisia. Quella che ci porta a dispiacerci di loro e che, allo stesso tempo, ci fa comprare oggetti (ed a Natale c'è l'apoteosi) confezionati in sacchetti di plastica, trasportati in buste di plastica e smaltiti a casaccio, al mare, in discarica, per strada. La causa di morte di quei capodogli, che come un messaggio del Canto di Natale dickensoniano, ci ricordano il vero senso delle azioni che per tutto il resto dell'anno compiamo, è stata la massiccia ingestione di plastica e rifiuti. A questo si è aggiunto il disorientamento a causa di quell'incredibile via vai di merci e di beni su nave (ma non sono da meno gli altri mezzi di trasporto, in quanto a danni) i cui radar spesso fanno sbagliar rotta a queste splendide creature.Sunday, 20 December 2009
Ma cosa è accaduto davvero a Copenaghen?
http://www8.cop15.meta-fusion.com/kongresse/cop15/templ/play.php?id_kongressmain=1&theme=unfccc&id_kongresssession=2761
Saturday, 19 December 2009
Ecco i dettagli dell'Accordo di Copenaghen. Ma, non tutti sono disposti alla firma
i paesi poveri stanno esprimendo il loro disappunto per il risultato del summit, si scoprono i dettagli dell'Accordo.Il primo punto è un tetto massimo di riduzione a 2°C dell'innalzamento delle temperature medie globali ed una revisione al 2016 per un'eventuale limitazione a 1,5°C. Sul piano finanziario un impegno per i paesi sviluppati a fornire un contributo di 30 miliardi di dollari ai paesi in via di sviluppo per le misure di adattamento, nel periodo 2010-2012. Con l'impegno di un contributo di 100 miliardi di dollari al 2020. L'impegno per i paesi sviluppati a ridurre dell'80% le emissioni al 2050, mentre gli impegni a breve termine saranono stabiliti successivamente. Le misure nazionali di mitigazione saranno sottoposte a controllo internazionale e le misure di mitigazione saranno rendicontate ogni due anni.
Buoni punti di partenza, se prevedessero misure legali e vincoli sanzionatori. Invece, nella forma di "prendiamo atto dell'Accordo di Copenaghen" (frase che ha concluso il negoziato della COP), perde della sua rilevanza.
Sono in corso ancora le dichiarazioni di alcuni delegati, a dir poco "arrabbiati". Secondo le ONG si tratta di un fallimento. L'UE lo definisce l'unico accordo possibile da prendere a Copenaghe anche se molto sotto le iniziali aspettative. Il segretario dell'UNFCCC Yvo de Boer, lo ha definito un piccolo passo in avanti anche se, si chiede, quanti paesi in via di sviluppo saranno disposti a firmare questo blando accordo?
Il vertice si conclude con una "presa d'atto"! I paesi poveri in rivolta: "il solito teatrino"
dichiarazioni e grandi dormite di molti esausti delegati, alle 3:30 di questa mattina si è deciso di non mettere ai voti ogni punto, come prassi vuole, ma di esprimere un poco vincolante "prendere atto". Tale forma non impegna nessun paese ed è solo la conferma che quanto accaduto a Copenaghen in questi travagliatissimi giorni è stato registrato. Senza obblighi. Senza sanzioni. Senza limiti. Il testo che da molto tempo circola è una revisione della bozza presentata dalla danimarca (a quanto pare sotto la spinta USA) con delle piccole modifiche apportate solo ieri dall'incontro a porte chiuse tenuto da Obama con i Primi Ministri della Cina, del Sud Africa e dell'India. Un tentativo, quello di Obama, di non far completamente fallire il vertice ma, allo stesso tempo, di non assumere (viste anche le stallo delle politiche interne) un impegno vincolate. Aspetto che nella discussione di questa notte ha visto la forte opposizione dei piccoli stati, con l'arcipelago di Tuvalu in testa che ha dichiarato "così uccidete la nostra gente". Il più agguerrito, come per altro già nelle ultime settimane, è stato il delegato Sudanese, rappresentante del G77, Lumumba che ha definito un simile modo di agire "paragonabile ad un olocausto dove la nostra gente sarà destinata all'incenerimento". Friday, 18 December 2009
Un accordo c'è ma, sembra debole. Non si conoscono ancora i dettagli.
da un delegato USA. L'accordo raggiunto in serata tra Stati Uniti, Cina, India e Sud Africa, sembra però non soddisfare a pieno nessun paese, come confermato dal delegato. Si tratterebbe di un impegno a mantenere le temperature sotto i 2°C di innalzamento, sui meccanismi finanziari e sul taglio delle emissioni. Sembra che le parti si siano accordate sulla realizzazione di un registro delle emissioni e sulle "comunicazioni nazionali di queste". A gennaio, pare sia stata fissato un nuovo appuntamento per formalizzare gli obiettivi al 2020. Ma i dettagli dell'accordo ancora non si conoscono visto che la riunione dei capi di stato si è tenuta a porte chiuse, senza possibilità di accesso per televisioni, giornalisti e rappresentanti delle ONGs. In corso le dichiarazioni dei Capi di Stato - Obama: ora é tempo di agire!
Ministri dei vari paesi. Dopo l'introduzione del Presidente danese e della COP, Rasmussen e la preghiera di un raggiungimento degli obiettivi dal sempre meno rilevante in campo internazionale, Direttore Generale dell'ONU Ban Ky-moon, molto attesi sono stati i discorsi del Premier Cinese Wen Jabao e di quello Americano, Obama. Il primo ha ribadito quanto la Cina sia impegnata ad agire per migliorare la situazione climatica adottando un piano nazionale per il Climate Change, come la riduzione delle emissioni e l'efficienza energetica. Il Premier cinese ha poi chiaramente ribadito la necessita del vertice di mantenere la consistenza degli obiettivi e di non sprecare il lavoro fatto in queste due settimane, sottolineando come deve sempre sussistere il principio delle comuni ma differenziate responsabilitá. Ha chiuso dicendo"saremo coinvolti nel raggiungimento dei pieni obiettivi del summit".Oggi l'ultimo atto per salvare la Terra
in cui i Capi di stato di quasi duecento Paesi si incontreranno per negoziare la bozza di testo (due distinte, secondo quanto dichiarato ieri dal presidente Rasmussen) che potrebbe costituire il nuovo accordo sul clima.Thursday, 17 December 2009
Torna il sereno dopo la tempesta di ieri
opo la chiusura nella tarda serata di ieri (23:30) dell'AWG-LCA e l'impegno del vice presidente della COP di portare all'attenzione del presidente Rasmussen le perplessitá sollevate da numerosi paesi (India, Cina, G77, Brasile, etc.) in merito a chiarezza, ottimizzazione dei tempi e trasparena nei negoziati, la Plenaria della COP si é chiusa con gli animi piú sereni. Voci di corridoio di molti delegati invitavano a "dormirci su" e "tornare domani rinvigoriti e rasserenati". Cosa che in realtá é avvenuta.Wednesday, 16 December 2009
Rasmussen prende la Presidenza - Ancora caos durante la COP

Grandi contestazioni questa mattina durante la COP. Vertice a rischio!

La COP tarda ad iniziare - Informazioni per capire cosa accade e su cosa si discuterá
po' c'era da aspettarselo, visto che la riunione del AWG-LCA iniziata ieri si é conclusa alle 4 di questa mattina, con molte delegazioni ancora preoccupate per la mancanza di un accordo sul testo da presentare. Il Chair della AWG-LCA (sulla cooperazione a lungo termine) ieri, ha dichiarato che un nuovo paragrafo da parte dei paesi con economie in via di transizione é stato aggiunto alla prima bozza di testo ed ha inviato gli USA ad esprimersi in merito. Gli Stati Uniti in emrito alla mitigazione da parte dei paesi sviluppati, hanno richiesto di inserire tra parentesi quadre la quota aggregata di riduzione di emissioni e di inserire (sempre tra parentesi) l'opzione X ed una nota che spiegasse che X é "uguale alla somma delle riduzioni delle parti". Inoltre gli USA hanno sottolineato la necessitá della formulazione di un nuovo accordo che sia sostanzialmente differente dal Protocollo di Kyoto, basato su una struttura dal basso verso l'alto e migliorata "in casa". Sulla mitigazione da parte dei paesi in via di sviluppo gli USA hanno proposto di inserire tra parentesi quadre l'intero paragrafo, indicandolo come "Opzione 1". Inoltre hanno chiesto l'inserimento di un'"Opzione 2" che consita in "alternative suggerite dalle Parti" evidenziado che questo dimostra chiaramente il modo differente di pensare a questi problemi e la necessitá di una fondamentale revisione".Inizia il Vertice di "Alto livello" - Ora si decide il futuro del pianeta
COP 15 Connie Hedegaard ed il Segretario esecutivo dell'UNFCCC Yvo de Boer hanno sottolineato il fatto che é stata raggiunta un'importante fase con il meeting di alto livello che sta per iniziare.Ms. Hedegaard ha dichiarato che per raggiungere il successo desiderato "I ministri devono impegnarsi e focalizzare l'attenzione nelle prossime 48 ore". Mentre i Ministri hanno iniziato una sessione di duro lavoro, sempre ieri, Mr. de Boer ha puntualizzato che "c'é ancora molto da fare". I ministri sono stati consultati in tarda notte sulle questioni piú scottanti, come la riduzione dei target di emissioni, le azioni dei paesi in via di sviluppo e i sussidi finanziari a lungo termine. Il Primo ministro danese, Rasmussen, ha invitato tutti a raggiungere un ambizioso, equo ed efficiente risultato, "traducendo l'attuale momento politico in un cambiamento decisivo".
Tuesday, 15 December 2009
Riprendono i lavori dei due AWG - Intanto arrivano le celebritá
che li avevano appoggiati, il vertice é ripreso regolarmente. Sono previsti per oggi i nuovi incontri dei due Ad hoc Working Group (AWG-LCA, AWG-KP) che definiranno meglio le strategie del post-Kyoto. Monday, 14 December 2009
Il Gruppo dell'Africa riprende i lavori dopo lo strappo di questa mattina
delegati avevano lasciato i due Working group in mattinata, la mediazione del Presidente della COP Heddegard li ha convinti a rientrare ed a continuare a partecipare ai lavori. Sarebbe stato davvero un duro colpo all'intero processo se i delegati africani avessero abbandonato del tutto il summit. Molto probabilmente si è trattato di una forte azione per far capire le intenzioni serie a non negoziare sulla loro vita e sul loro ambiente, per secoli defraudato e distrutto dal mondo occidentale.L'Africa blocca il vertice: non si va avanti se i ricchi non si assumono le loro responsabilitá
stata annullata dopo le proteste dei Paesi africani. Un gran numero di delegati africani hanno espresso le loro preoccupazioni ed agito insieme per fermare i negoziati. Secondo il loro punto di vista c'é l'interesse dei paesi ricchi (USA in testa) di riformulare il trattato per evitare, ancora una volta impegni concreti e rimettere tutti in gioco, anche se i paesi che entrerebbero nella nuova formula della "Convenzione di Copenaghen" sono piú poveri, quelli che nei secoli sono stati sfrutttati per le loro risorse naturali e che rischiano maggiormente a causa dei cambiamenti del clima. L'African Group attacca le bozze negoziali
presentate, quello sostenuto questa mattina dall'African group, che ha definito i testi come la conferma della volonta di distruzione del Protocollo di Kyoto. "Basti guardare - hanno dichiarato i rappresentanti della dellegazione africana - il programma di oggi dove sono riportati i temi di discussione. Sembra che questi siano stati giá discussi ma, da chi? E' un processo realizzato senza un adeguato confronto. Se giá il Protocollo di Kyoyo ha impiegato 7 anni ad entrare in vigore, mettendo in piedi un nuovo accordo quanti altri anni serviranno perché possa diventare effettivo?". Ai Paesi africani non va giú la decisione dei paesi sviluppati di proporre un nuovo accordo. "In questo modo - dicono - si manda all'aria il Bali Action Plan". Grande sostegno hanno ricevuto le parole dei delegati da parte degli altri paesi africani in sala. Molti hanno tenuto a sottolineare che questa é la posizione dell'Africa unita e che tutti sono qui per far valere le idee dei loro ottimi negoziatori e dei loro ministri, che non sono disposti a cedere ai ricatti dei paesi ricchi.Oggi discussione delle bozze - Il Presidente convoca le delegazioni
consultazione informale, tenuta dal Presidente Hedeggard della COP15, in merito alle bozze proposte negli scorsi giorni dai due Ad Hoc Working Group (AWG). Si discuterá in particolare di:
- obiettivi di riduzione delle emissioni a lungo termine (livelli di riduzione, raggiungimento degli obiettivi)
- aspetti riguardanti la mitigazione dei paesi sviluppati
- aspetti riguardanti la mitigazione dei paesi in via di sviluppo
- il ruolo del mercato dei crediti nel raggiungimento degli obiettivi
- l'assicurazione delle finanze pubbliche per l'adattamento
Previste per oggi, anche le conferenze stampa del G77/Cina (14:00), dell'UE (14:00) e dell'Australia (19:30).
Annunciate le presentazioni di IUCN (11:30), WWF (13:00) ed Africa Group (10:00).
Alle 16:30 é previsto il briefing del Presidente della COP con la societá civile.
Per seguire i meeting http://www.unfccc.int/ (servizio webcasting).Sunday, 13 December 2009
La lunga giornata delle manifestazioni - Domani inizia la negoziazione dei Primi Ministri
organizzate ieri. A Copenaghen è stata incredibile la partecipazione alla sfilata che partita dalla piazza del Parlamento ha raggiunto il Bella Center (sede del summit). Centinaia di associazioni, decine di migliaia di persone hanno manifestato pacificamente per spingere i leader mondiali a prendere inziative serie per fronteggiare i cambiamenti clim
atici. Nonostante TV e giornali hanno riportato di scontri e cariche della polizia, la manifestazione si è svolta tranquillamente e solo un gruppo di circa settanta persone (cosiddettì BlackBlock) hanno lanciato sassi contro le forze dell'ordine che hanno fermato e trattenuto alcuni manifestanti (la maggior parte sono stati rilasciati nella giornata di ieri e rimpatriati). In serata si è svolta la fiaccolata con Desmon Tutu, premio Nobel per la Pace, come organizzatore.- riduzione del [20], [30], [50] % delle emissioni di gas serra globali rispetto ai livelli del 1990 per i paesi sviluppati, al 2020 (probabilmente ci si accorderà sul 35%;
- riduzione del [50], [75], [90] o più % delle emissioni (sempre rispetto al 1990), al 2050 (questo punto sarà molto dibattuto, soprattutto perchè l'obiettivo a lungo termine viene visto da molti come "non rilevante per le proprie iniziative politiche interne", visto che nel 2050 molti degli attuali negoziatori non saranno sulla Terra);
- adozione di un nuovo testo, proposto come "Convenzione di Copenaghen" o sviluppo di un Protocollo di Kyoto FASE2 (con l'inserimento degli USA ed impegni vincolanti per i PVS. E' stata avanzata l'ipotesi, molto probabile, che si possano approvare entrambi i testi, con il Protocollo di Kyoto 2 valido sino al 2012 e la nuova convenzione dal post-2012);
- restano, invece, ancora aperte le opzioni per i PVS che vanno da una [riduzione del x% delle emissioni entro il 2020 e, nuovo target per il 2050], a [un'impegno nella riduzione, nel controllo e nel conteggio delle emissioni dei GHG] (ovviamente è questo il vero bandolo della matassa, sul quale ci saranno le discussioni più rilevanti, difficile qualunque previsione. Cina, India e G77 spingono per "nessun vincolo per loro e Protocollo di Kyoto2 per i paesi sviluppati", gli altri - compresa la confederazione delle piccole isole - spingono, invece, per un nuovo accordo che possa far rientrare i paesi emergenti nei vincoli legali, altrimenti, gli USA in primis, tenteranno di realizzare un nulla di fatto, cioè un mero accordo politico, legalmente non vincolante).
Saturday, 12 December 2009
Oggi è il giorno delle Manifestazioni - Proposte le bozze dei nuovi possibili accordi
[http://www.100piazze.it/] proposta da La Rete della Vita con una lettera agli italiani ed ai movimenti ambientalisti qualche settimana fa e che vede oggi impegnate decine di associazioni con banchetti, mostre, mercatini, etc.). Nella capitale danese sono già stati fermati 70 attivisti e sono previsti per oggi numerosi cortei ed in serata un sit-in con candele per "suonare la sveglia" ai capi di stato ed "accendere i loro animi".Il Bella Center, sede del vertice, è blindato con restrizione a soli 1500 delegati autorizzati ad entrare. Intanto sono state ufficializzate le bozze dei due Ad hoc Working Group (AWG-LCA, AWG-KP) che saranno esaminate e negoziate
dai ministri che in queste ore stanno raggiungendo la sede del veritche (i testi sono scaricabili in pdf, in inglese, sul sito http://www.unfccc.int/). In questo momento è in corso l'ultima COP/MOP prima della pausa di domani. Prevista nel pomeriggio (15:30) la riunione tra il Presidente della COP ed i ministri dei vari paesi, che sono stati convocati questa mattina con una lettera ufficiale, per discutere sullo stato dell'arte e sugli sviluppi dei prossimi giorni. Friday, 11 December 2009
La Cina: ci sentiamo coinvolti, ma i ricchi devo assumersi le loro responsabilità
affari esteri cinesi, HE Yafi, che ha aperto con un chiaro messaggio: "Ci sentiamo coinvolti ed attivamente responsabili dei risultati della Conferenza sul Clima ma, non dobbiamo dimenticare gli impegni dei paesi ricchi come gli USA presi sotto il Protocollo di Kyoto". Alle domande di alcuni giornalisti, il vice-ministro ha tenuto a precisare: "La Cina farà la propria parte nel negoziato. Il nostro obiettivo è raggiungere un successo". Poi, ha sottolineato: "Nè il protocollo di Kyoto nè il Bali Action Plan coinvolgono la Cina. Se è vero che il nostro Paese ha un pil alto, il reddito pro-capite, vista la nostra elevata popolazione, è mediamente di 300 US$. Quindi mi fa sorridere il paragone tra noi e gli Stati Uniti che, invece, sono il paese più sviluppato del mondo ed hanno una responsabilità storica sulle emissioni. I paesi in via di sviluppo non chiedono aiuti o donazioni ma, invocano quello che gli spetta di diritto ed è legalmente obbligato ai paesi occidentali. Non si tratta di donazioni, è una questione di responsabilità ed obblighi. I PVS, Cina compresa, sono vittime dei mutamenti climatici e dello sfruttamento subito per secoli. Prima di Kyoto il 20% della popolazione mondiale emetteva l'80% di CO2. Tra Kyoto e Bali il 90% dell'inquinamento era dovuto ai Paesi sviluppati. La Cina entra in gioco solo ora". Per ultimo, rispondendo ad un giornalista che chiedeva il parere della Cina alla notizia di pochi minuti fa del contributo di 7 miliardi di Euro promesso dell'UE, Yafi ha risposto: "E' una buona notizia ed un buon contributo ma, senza la partecipazione degli altri servirà a poco". L'UE promette 7,2 miliardi di Euro per aiutare i paesi in via di sviluppo
svedese, Fredrik Reinfeldt e rappresentante in carica dell'Unione Europea, ha annunciato che i 27 Paesi membri della Comunità Europea sosterranno con 7,2 miliardi di Euro (per il periodo 2012-2015) i Paesi in via di sviluppo per far fronte ai mutamenti climatici. Con questo contributo l'UE spera di smuovere dallo stallo il vertice in corso e di ammorbidire la posizione del G77 (Gruppo dei 77 paesi in via di sviluppo e Cina), che sino ad ora hanno mostrato grande scetticismo nei confronti delle promesse e la volontà di non cedere su nessuna loro decisione. I PVS avevano chiesto un contributo di 200 miliardi di dollari ai Paesi ricchi per riparare i danni delle loro politiche scorrette subite negli ultimi secoli. L'UE ha voluto, come spesso accaduto durante i negoziati sul clima, fare la prima mossa e dare l'esempio agli altri "grandi" (USA, Australia, Giappone), affinchè anche loro assicurino fondi ai PSV.Dopo tale annuncio dell'UE si attende la risposta del G77 e della Cina, la cui conferenza stampa tenuta dal vice ministro degli Affari Esteri, HE Yafei, è in corso in questo momento.
Oggi riunioni informali - Attesa la conferenza di Cina, G77 ed UE
onferenza delle Parti di supporto al Meeting delle Parti del Protocollo di Kyoto) discuterá di Fondi per l'Adattamento; l'Ad hoc Working Group (AWG-KP) si riunirá in mattinata per parlare di conseguenze potenziali; il Subsidiary Body (SBI) alle 11:30 si riunirá per discutere di inventari nazionali dei gas serra: mentre, il SBSTA (l'organo ssussidiario per le tecnologie e le scienze) tratterá la fondamentale questione della riduzione delle emissioni derivanti dalla deforestazione nei paesi in via di sviluppo (15:00-16:30).Thursday, 10 December 2009
Nuova conferenza stampa del G77/Cina: Obama deve sottoscrivere il Protocollo di Kyoto
paesi in via di sviluppo Bernarditas de Muller, si sono mostrati ancora piú decisi ad affermare la loro posizione all'interno del vertice.Si sono soffermati in particolare su due punti salienti: il ruolo di Obama ed i meccanismi finanziari. "Obama - hanno fermamente evidenziato - é il rappresentante di entrambi i mondi, sviluppati ed in via di sviluppo. Gli Stati Uniti devono sottoscrivere il protocollo di Kyoto, per raggiungere la pace globale e la sicurezza che senza gli USA non sarebbe possibile. Gli USA hanno combattuto molte battaglie globali e le hanno vinte ora, che hanno la responsabilitá storica delle emissioni, non possono continuare ad esitare. E' solo una perdita di tempo pensare a riformulare un nuovo accordo piuttosto che sottoscrivere quello giá esistente". La seconda questione al centro della conferenza odierna riguardava i meccanismi finanziari "che non possono essere ignorati. Non ci si spiega come gli USA abbiano speso miliardi di dollari per salvare la loro economia e non investire quei 2 miliardi di dollari che servirebbero per far fronte ai mutamenti climatici. I due gradi indicati come soglia - hanno ribadito - sono per l'Africa un livello giá disastroso. Obama ha dichiarato che il mondo ha sufficienti risorse per far fronte al global warming ma, non si puó continuare ad investire in progetti CDM che diminuiscono le emissioni nei paesi piú poveri e permettono a quelli ricchi di continuare ad inquinare e crescere".
Sospesa la CMP - Informazioni per capire cosa accade - Chinagate
Tuvalu e le ONG chiedono maggiori impegni
Kyoto, in corso, lo stato dell'isola di Tuvalu (che ieri aveva ricevuto l'appoggio delle ONG come simbolo di ció che i mutamenti climatici rischiano di cancellare) ed alcuni rappresentanti di associazioni hanno manifestato la richiesta di uno sforzo maggiore per un piú forte accordo che protegga quegli stati che rischiano di scomparire per sempre ed i paesi che stanno giá subendo i danni del Global Warming. I PVS decisi a far valere i loro diritti durante la CMP - I due blocchi si delinenano

Papua Nuova Guinea, ha chiesto di inserire un nuovo rafforzamento della tutela delle foreste e del conteggio delle emissioni nel Protocollo di Kyoto.
La COP e la CMP in corso
Sono in corso la CMP (Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the Kyoto Protocol) che sta discutendo di fondi per l'adattamento e di emendamenti sui meccanismi del protocollo di Kyoto e la COP, che discute sempre di emendamenti ai meccanismi di Kyoto.Si riuniscono nel primo pomeriggio i gruppi ad hoc AWG-KP e CMP, SBI.
Intanto, oggi sono previste le nuove conferenze stampa del G77 e Cina e del Gruppo Africano.
Clima e consumo di carne: l'appello di VivereVegan
SAPEVI CHE
IL 70% delle terre coltivate viene utilizzato per nutrire gli animali da allevamento?
Il 50% dell’acqua potabile dell’intero pianeta viene usata per gli allevamenti?
1/3 del petrolio e delle materie prime viene bruciato nel ciclo produttivo della carne(agricolo-allevamento-lavorazione-distribuzione)?
Il 50% dell’inquinamento e dell’effetto serra è causato dalle deiezioni degli animali da allevamento?
Nessuna attività umana contribuisce in modo così determinante alla distruzione di foreste per far posto agli allevamenti .
Per produrre 1 Kg di carne servono dai 10 ai 25 Kg di alimenti vegetali che potrebbero sfamare miliardi di esseri umani!
Oltre il 90% dei cereali e della soia prodotti nei paese del terzo mondo viene esportato negli allevamenti di USA, Canada, Europa e Giappone per essere
trasformato in carne per gli occidentali!
Per questo da decenni gli sfruttati africani, asiatici e dell’America Latina soffrono e muoiono per denutrizione al ritmo di 40.000 persone al giorno, mentre gli occidentali soffrono e muoiono per le malattie cardiovascolari causate dal mangiar carne.
Questo sistema produce enormi profitti alle multinazionali alimentari e chimico-farmaceutiche.
Ma è un sistema autodistruttivo basato sullo sperpero delle risorse del pianeta e sullo sfruttamento dei paesi più poveri.
Centinaia di animali ogni giorno vengono uccisi barbaramente.
PENSACI
Tu puoi colpire direttamente gli interessi delle multinazionali.
Scegliendo di non essere più complice di chi persegue questa politica di sfruttamento e di morte degli animali, degli uomini e del pianeta!
La tua solidarietà umanitaria e animalista comincia a tavola.
FAI UNA SCELTA DI CIVILTA’, PER TE, PER GLI ANIMALI, PER IL PIANETA, PER LE POPOLAZIONI DEL TERZO MONDO.
SCEGLI DI ESSERE VEG.
http://www.viverevegan.org/ - http://www.consumoconsapevole.org/
Gli USA, tra speranze ed accuse

E'stato accolto tra gli applausi l'arrivo ieri del delegato speciale per gli USA sul Climate Change, Todd Stern che in una conferenza stampa non ha esitato a ribadire il ruolo della Cina come fondamentale per le decisioni degli USA. "Loro hanno le maggiori emissioni e sono in rapido sviluppo. Entrambi dobbiamo fare la propria parte". Sulle posizioni americane rafforzate dalla leadership ambientalista di
Obama ha dichiarato sarcasticamente "l'ovazione al mio arrivo é stata piacevole ma bisogna esultare per i risultati e non per le promesse".
Wednesday, 9 December 2009
Dure accuse al testo danese da parte del G77/China

Sono state durissime le opposizioni al testo danese circolato la scorsa sera, da parte del gruppo dei paesi emergenti ed in via di sviluppo G77/China che in una conferenza stampa di questo pomeriggio hanno aspramente attaccato il documento, definendolo "estremamente disastroso per i paesi in via di sviluppo; una palese violazione dei principi di trasparenza" e ribadito come sia solo l'UNFCCC "l'unica entità autorizzata a discutere sulle questioni che riguardano il clima e le decisioni della convention". Il rappresentante dei G77,Lumamba (nella foto, a sinistra) ha sottolineato come "il documento provenga dal tavolo del primo ministro danese e non da quello del Presidente della COP. L'intento - ha continuato - è quello di negare la responsabilità storica dei paesi industrializzati ed infrangere il principio delle comuni ma differenziate responsabilità".
Rispondendo ad alcune domande poste dai giornalisti presenti, Lumumba ha dichiarato che "la fine del multilateralismo in sede negoziale può essere vista come l'ambizione e gli interessi del primo ministro danese che vuole a tutti i costi un successo del negoziato per il suo prestigio politico". "Ma la negoziazione non deve fermarsi - ha concluso - Discuteremo sino all'ultimo secondo del summit perchè si possa raggiungere un accordo equo. I due gradi di innalzamento delle temperature, considerati un ragionevole aumento dai paesi sviluppati, sarebbero già disastrosi per l'Africa. Non ci sono dati scientifici che questo limite sia quello di sicurezza. Questo è solo un limite di costi-benefici".
Grandi manifestazioni oggi all'esterno del vertice

Oggi è il giorno delle inziative dei gruppi che affollano gli spazi fuori dal verice. All'esterno del vertice attivisti di ActionAid vestiti sul modello Michael Jackson, hanno protestato chiedendo più aiuti ai paesi poveri. Altri gruppi hanno manifestato mascherati e con triscioni.
La protesta più interessante è apparsa quella dei un gruppo Vegan che ha chiesto di ridurre il consumo di carne (seguendo l'appello della scorsa settimana di Paul McCarty e Pachauri) per ridurre le emissioni di gas serra (secondo un recente studio ammonterebbero ad quasi il 51% di tutte le emissioni globali).
Anche alcuni rappresentanti dei gruppi indigeni (nella foto) hanno manifestato chiedendo di essere presi in considerazione durante le trattative.
In Italia, stamattina, attivisti di Greenpeace si sono arrampicati sul Colosseo a Roma ed hanno aperto uno striscione che invocava un accordo vincolante, ora!
Nella stazione Termini di Roma ed in altri luoghi centrali, intanto, sono stati distribuiti manifesti per richiamare alla partecipazione alla manifestazione del 12 dicembre "100 piazze per il clima".
I Paesi invia di sviluppo si oppongono alla bozza danese

Sono state dure le contestazioni di questa mattina dei rappresentanti dei paesi in via di sviluppo (PVS) che hanno contestato la bozza di un nuovo accordo circolata ieri sera ed attribuita a fonti danesi. Secondo questa sarebbe necessario spostare le responsabilità del trattato dall'ONU ai Paesi ricchi ed affidare loro la strategia d'interento. Tale sopraffazione non ha, ovviamente, trovato d'accordo i PVS che hanno duramente contestato la bozza, rea "di scavalcare ancora una volta Paesi che già hanno subito i soprusi dell'Occidente".
Intanto si fanno più acuti i contrasti tra i paesi del blocco del G77 più Cina e le delegazioni "dei ricchi", come le definiscono. E' la delegata rappresentante del blocco dei PSV, Bernarditas de Muller (nella foto), ad attaccare agguerrita i più ricchi accusandoli di voler far ricadere sugli stati già defraudati nei secoli scorsi, identici costi che dovranno sostenere i predoni, dimenticando quanto gli stati poveri abbiano subito in passato e quali maggiori pericoli corrono per i mutamenti del clima. Ma parte della giusta opposizione del G77 è dovuta alla posizione della Cina che, continuando ad associarsi ai PVS pur non essendolo ormai da anni, vorrebbe far passare la posizione dei più poveri per poter figurare anche lei all'interno di "chi non deve ridurre perchè storicamente danneggiata". Tale posizione apre seri contrasti e giustifica probabilmente l'annullamento della conferenza stampa di ieri.
Per tentare di calmare gli animi, è trapelata la notizia che domani e dopodomani l'UE potrebbe approvare un provvedimento per destinare ai PVS 2 miliardi di euro per due anni (2010-2012) per le strategie di adattamento. Un tentativo, forse, di ripristinare la serenità in un vertiche che è già ai ferri corti. Purtroppo anche tra gli stati europei c'è chi (Italia, Polonia e blocco dell'Est) non vuole sentire parlare di contributi concreti. Si attendono sviluppi.
Si riunisce oggi per la seconda volta la COP

Si riunisce oggi per la seconda volta la COP e la Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the Kyoto Protocol (CMP). Quest'ultima discuterà di JI Joint implementation e CDM Clean Development Mechanism, i due strumenti per bilanciare le emissioni di CO2 previste da Kyoto e coinvolgere i paesi in via di sviluppo. Si discuterà anche di fondi per l'adattamento. Intanto non si è ancora risolto il mistero della cancellazione improvvisa della conferenza stampa della Delegazione Cinese. Ieri sembra sia circolata informalmente una nuova bozza della proposta danese al piano mentre l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA) degli USA ufficializzava l'inserimento dei GHG fra i gas nocivi nella legislazione americana, confermando di fatto l'impossibilità di ignorare ulteriormente il problema.
Tuesday, 8 December 2009
Annullata anche la conferenza stampa del G77/Cina
E' stato presentato questa mattina il nuovo rapporto dell'IUCN

E' stato presentato, come evento laterale, questa mattina il nuovo dossier della commissione per le aree protette del mondo (WCPA) dell'IUCN (International Union for Conservation of Nature) dal titolo "Natural Solutions: Protected Areas helping people cope with Climate Change". Oltre al rappresentante dell'IUCN-WCPA Trevor Sandwith erano presenti alla conferenza stampa anche Veerle van der Weerd (UNDP Head of Environment); Ian Noble (World Bank Climate Change lead); Gordon Shepherd (WWF-International) e Ninni Ikkala (IUCN Climate Change co-ordinator). Lo studio enfatizza l'importanza delle aree protette come aree di stoccaggio del carbonio, di tutela della biodiversità e di adattamento in relazione agli effetti dei mutamenti del clima.
La Cina cancella la conferenza stampa prevista
SBSTA: un nuovo piano per ridurre la deforestazione

E' in corso la discussione del SBSA (Subsidiary Body for Scientific and Technolocial Advice) che tra gli argomenti del giorno in agenda vede: adattamento e deforestazione In questo momento è in corso il dibattito sul REDD e l'invito dei delegati dell'IPCC e del CDB (Convention on Biological Diversity)è verso un nuovo REDD+ che incrementi le capacità di combattere la deforestazione ed includa nelle scelte decisionali le popolazioni indigene. Il più grosso nodo da superare sarà quello dell'inserimento delle piantagioni (soprattutto quelle di palma da olio) all'interno degli stock di carbonio, che significherebbe continuare a permettere la deforestazione e consentire la distruzione delle foreste primarie per favorire la monocoltura.
La COP ed il SBSTA oggi al lavoro: il dopo Kyoto e la deforestazione

Si riunisce oggi per la seconda volta la plenaria delle delegazioni della Conferenza delle Parti (10:00-13:00) per discutere su come implementare il protocollo di Kyoto. In particolare i funzionari degli Stati partecipanti discuteranno su come migliorare l'inventario statale dei gas climalteranti, dei meccanismi finanziari per il post-Kyoto e della comunicazione degli stati inseriti nell'allegato I e non della convenzione. Parallelamente (10:00-13:00) si riuniranno gli esperti del SBSTA (Subsidiary Body for Scientific and Technlogical Advice) per discutere su: trasferimento di tecnologie ai paesi in via di sviluppo; impatto, vulnerabilità ed adattamento ai mutamenti climatici; strategie per ridurre la deforestazione nei paesi in via di sviluppo; ricerche e sitematiche osservazioni e metodologie per lo stoccaggio dell'anidride carbonica (tra cui quelle della cattura sotterranea). Tra le sessioni parallele, molto attesi sono gli interventi del G77 e della Cina e del Gruppo AWG dell'Africa (9:00 e 14:00 ora locale).
Monday, 7 December 2009
Nominato il Presidente della Conferenza - Rasmussen e Pachauri: agire ora!

E' stata nominata in questa prima giornata di formalità del vertice sul clima la presidentessa della Conferenza delle Parti. E' Ms. Connie Hedegaard (nella foto). Il suo discorso di apertura è un chiaro messaggio a tutti i delegati: abbiamo rimandato già troppi fondamentali appuntamenti, ora dobbiamo concretizzare gli interventi per restare sotto l'innalzamento di 2°C di temperatura. E' giunta l'ora di aprire le porte all'Era delle basse emissioni di carbonio - ha aggiunto il ministro dell'Ambiente e dell'Energia danese, Connie Hedegaard, nel suo intervento di apertura dei lavori del summit di Copenhagen.
"Bisogna saper vedere oltre i propri interessi particolari, e operare in nome di ''costruttivita' e impegno'', adottando ''azioni ambiziose'', ha sentenziato, avvertendo che ''la volonta' politica non e' mai stata cosi' forte come oggi e se perdessimo questa occasione ci vorrebbero anni per tornare a questo punto''. Copenaghen e' il luogo dove assumersi responsabilita' e dove ''agire e agire subito'', per questo, ha detto, servono ''sforzi globali'' anche da parte dei paesi in via di sviluppo come ''Cina, India, Corea del Sud, Brasile, Indonesia.
Non dobbiamo scegliere fra economia e cambiamenti climatici'', ha avvertito e, alla fine dei lavori, ''dobbiamo poterci guardare negli occhi certi di aver fatto di tutto per il futuro delle prossime generazioni".
Intanto in giornata il Primo ministro danese Rasmussen, padrone di casa, ha invitato tutti a fare la propria parte "perchè il globar warming non conosce confini, non discrimina. Colpisce tutti e tutti noi siamo qui oggi perchè è nostro dovere agire".
Anche il Chair dell'IPCC, Pachauri, ha richiamato ad interventi concreti tutte le delegazioni ed ha presentato il Fourth Assessment Report (AR4) dell'IPCC, evidenziando come questo chiarisca l'inequivocabilità dei mutamenti climatici evidenti con l'innalzamento delle temperature dell'aria e degli oceani, lo scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento del livello dei mari. Inoltre, ha proseguito Pachauri "la maggior parte degli aumenti di temperatura osservati nel 20°Secolo sono dovuti ai gas climalteranti emessi dall'uomo".
In giornata si sono anche tenute le sessioni parallele dell'UNEP, dell'UNICEF e dell'UE.
Agenda 7 Dec 2009

Copenhagen Conference of the Parties 2009
Copenhagen, Denmark
07 December 2009
Welcoming ceremony
Speakers list:
● H.E. Mr. Lars Løkke Rasmussen
Prime Minister of Denmark
● H.E. Ms. Ritt Bjerregård
Mayor of Copenhagen
● Dr. Rajendra Kumar Pachauri
Chair, IPCC
● Mr. Yvo de Boer
Executive Secretary
Conference of the Parties (COP)
Copenhagen, Denmark
7 December 2009
1th meeting
1. Opening of the session
[Item 1 of the provisional agenda]
2. Organizational matters
[Item 2 of the provisional agenda]
(FCCC/CP/2009/1 and Add.1)
(a) Election of the President of the Conference of the Parties at its fifteenth session
[Item 2 (a) of the provisional agenda]
(b) Adoption of the rules of procedure
[Item 2 (b) of the provisional agenda]
(FCCC/CP/1996/2)
(c) Adoption of the agenda
[Item 2 (c) of the provisional agenda]
(FCCC/CP/2009/1 and Add.1)
(d) Election of officers other than the President
[Item 2 (d) of the provisional agenda]
(e) Admission of organizations as observers
[Item 2 (e) of the provisional agenda]
(FCCC/CP/2009/8/Rev.1)
(f) Organization of work, including the sessions of the subsidiary bodies
[Item 2 (f) of the provisional agenda]
(FCCC/CP/2009/1 and Add. 1)
Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the Kyoto Protocol (CMP)
Copenhagen, Denmark
7 December 2009
1th meeting
1. Opening of the session
[Item 1 of the supplementary provisional agenda]
2. Organizational matters
[Item 2 of the supplementary provisional agenda]
(a) Adoption of the agenda
[Item 2 (a) of the supplementary provisional agenda]
(FCCC/KP/CMP/2009/1 and Add.1)
(b) Election of replacement officers
[Item 2 (b) of the supplementary provisional agenda]
(c) Organization of work, including the sessions of the subsidiary bodies
[Item 2 (c) of the supplementary provisional agenda]
(FCCC/KP/CMP/2009/1 and Add.1)
Inizia la Cerimonia di Apertura del Vertice di Copenaghen
Vertice sul Clima di Copenaghen al via
Parte oggi il vertice sul clima di Copenaghen. Fra attese infrante e promesse ambiziose il mondo starà a guardare (ma, non solo www.100piazze.it) i 109 rappresentanti dei 192 Paesi firmatari, che avranno la grande responsabilità di decidere le sorti del mondo. Dopo il G2 deludente USA-Cina ed il blocco del G77 con i paesi emergenti guidati dall'agguerritissima diplomatica Bernaridas de Castro Muller che non sarà disposta a scendere a compromessi se i paesi sviluppati non prenderanno impegni seri e vincolanti e non concederanno aiuti per lo sviluppo di quelli più poveri. Intanto all'esterno delle Sale del Vertice, iniziano i movimenti di contrestazione e pressione. In tutto il mondo decine di manifestazioni saranno organizzate nelle piazze dai cittadini e dalle associazioni. In Italia il 12 dicembre in oltre cento piazze saranno organizzate manifestazioni, banchetti, proiezioni e mercatini per fare pressione sul Primo Ministri italiano, contestato duramente lo scorso sabato, e gli altri capi di stato a non perdere questo fondamentale appuntamento.

