Ancora una volta la Russia dello zar-genocida Vladimir Putin ha avuto ragione. Nessuno colpevole dei 4 imputati al processo contro l'assassionio della giornalista di Novaia Gazeta, Anna Politkovskaia, assassinata perchè indagava sulla repressione russa nei confronti dei ceceni. L'hanno scampata tutti, l'ex dirigente della polizia moscovita Serghei Khadzhikurbanov, accusato di essere l'organizzatore del delitto per conto di un mandante non ancora identificato; i fratelli ceceni Dzhabrail e Ibragim Makhmudov, presunti 'pedinatori' della giornalista (un terzo fratello, Rustan, è ricercato all'estero come presunto killer) e l'ex colonnello dei servizi segreti Pavel Riaguzov, accusato di abuso d'ufficio ed estorsione. Riaguzov, in particolare, avrebbe fornito l'indirizzo della Politkovskaia (trovata morta nell'atrio della sua abitazione) al gruppo ceceno.
Una sentenza scandalosa che non rende giustizia ad una giornalista che ha sacrificato la propria vita per la portare al mondo la verità sugli abusi in Cecenia. Un verdetto che ha sapore ancor più amaro ora che altri due giornalisti della stessa testata sono stati assassinati perchè indagavano su affari russi.
Poi dicono che la giustizia è uguale per tutti...

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